27 novembre 1977/2017

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Compie 40 anni l’emittente Radiotelepace , nata nel 1977 sulle colline veronesi della Valpolicella, a Casa Gioiosa di Cerna, dove sono passati moltissimi ragazzi e ragazze veronesi (si facevano i campiscuola diocesanie i ritiri in preparazione alla Comunione e alla Cresima). E proprio dal desiderio dei ragazzi che frequentavano i campi estivi, nacque l’esigenza di condividere con le famiglie quanto di bello stavano vivendo. Erano i tempi in cui stavano nascendo le prime televisioni private e Telepace, da questo punto di vista, fu una vera pioniera, ancor più coraggiosa se si pensa che si affidava solamente agli aiuti della Provvidenza. Segno distintivo questo, e forse, i più grandi economisti, con questi presupposti, le avrebbero dato pochi anni di vita. Niente pubblicità, infatti, per statuto. Ma l’impegno di un direttore, il fondatore don Guido Todeschini, allora giovane prete, che bussava di porta in porta per avere sostegni, che trovo’, innanzitutto, nell’appoggio dell’allora vescovo, Mons. Giuseppe Carraro, di cui è stato aperto il processo di beatificazione. E che, spesso, non trovo’, con incomprensioni da più parti, per un’impresa che avrebbe superato le più rosee previsioni. Da quella piccola radiolina che trasmetteva in una zona circoscritta, la realtà si espanse e dopo Radiopace nacque Telepace. Tutto volontariato, persone che ci credevano e che dedicarono a questo scopo le loro energie. Per poter servire la Chiesa e il papa con i nuovi mezzi di comunicazione. Poi, negli anni, si susseguirono tante tappe importanti:
1985: Telepace è la prima televisione privata ad essere ammessa ai voli papali di S. Giovanni Paolo II
1992: Papa Wojtyla benedice l’immagine della patrona di Telepace, Maria Stella dell’Evangelizzazione.
Nel tempo, il segnale di Telepace si diffonde nel mondo: nel 1990 viene aperta la sede di Roma e l’emittente raggiunge con il satellite l’America, l’Europa e perfino l’Australia. Cresce il numero di dipendenti, tecnici, operatori, giornalisti, e aumenta, soprattutto, il gruppo di sostenitori: i Promotori, persone motivate di qualsiasi età e provenienza sociale che si impegnano a diffondere lo spirito di Telepace. Alle attività di trasmissione, con programmi, rubriche culturali, celebrazioni in diretta, spazi religiosi, si affiancano iniziative di solidarietà promosse da Don Guido: l’assistenza ai condannati a morte in un penitenziario del Texas, la promozione di borse di studio per gli studenti stranieri, l’aiuto a zingari, donne con figli, sacerdoti in difficoltà.
Prima del 2000 viene fondato il Cenacolo, associazione pubblica di fedeli, approvata nel 2005, che risponde al vescovo locale e si impegna a portare avanti lo spirito di Telepace, basato su alcuni punti fermi che vanno dall’assistenza ai carcerati e ai poveri agli aspetti più spirituali.
Attualmente, con una quarantina di dipendenti, Telepace è presente con le sedi di Verona (Cerna) e Roma.
Per ricordare il 40° anniversario, sabato 25 novembr...

Compie 40 anni l’emittente Radiotelepace , nata nel 1977 sulle colline veronesi della Valpolicella, a Casa Gioiosa di Cerna, dove sono passati moltissimi ragazzi e ragazze veronesi (si facevano i campiscuola diocesanie i ritiri in preparazione alla Comunione e alla Cresima). E proprio dal desiderio dei ragazzi che frequentavano i campi estivi, nacque l’esigenza di condividere con le famiglie quanto di bello stavano vivendo. Erano i tempi in cui stavano nascendo le prime televisioni private e Telepace, da questo punto di vista, fu una vera pioniera, ancor più coraggiosa se si pensa che si affidava solamente agli aiuti della Provvidenza. Segno distintivo questo, e forse, i più grandi economisti, con questi presupposti, le avrebbero dato pochi anni di vita. Niente pubblicità, infatti, per statuto. Ma l’impegno di un direttore, il fondatore don Guido Todeschini, allora giovane prete, che bussava di porta in porta per avere sostegni, che trovo’, innanzitutto, nell’appoggio dell’allora vescovo, Mons. Giuseppe Carraro, di cui è stato aperto il processo di beatificazione. E che, spesso, non trovo’, con incomprensioni da più parti, per un’impresa che avrebbe superato le più rosee previsioni. Da quella piccola radiolina che trasmetteva in una zona circoscritta, la realtà si espanse e dopo Radiopace nacque Telepace. Tutto volontariato, persone che ci credevano e che dedicarono a questo scopo le loro energie. Per poter servire la Chiesa e il papa con i nuovi mezzi di comunicazione. Poi, negli anni, si susseguirono tante tappe importanti:
1985: Telepace è la prima televisione privata ad essere ammessa ai voli papali di S. Giovanni Paolo II
1992: Papa Wojtyla benedice l’immagine della patrona di Telepace, Maria Stella dell’Evangelizzazione.
Nel tempo, il segnale di Telepace si diffonde nel mondo: nel 1990 viene aperta la sede di Roma e l’emittente raggiunge con il satellite l’America, l’Europa e perfino l’Australia. Cresce il numero di dipendenti, tecnici, operatori, giornalisti, e aumenta, soprattutto, il gruppo di sostenitori: i Promotori, persone motivate di qualsiasi età e provenienza sociale che si impegnano a diffondere lo spirito di Telepace. Alle attività di trasmissione, con programmi, rubriche culturali, celebrazioni in diretta, spazi religiosi, si affiancano iniziative di solidarietà promosse da Don Guido: l’assistenza ai condannati a morte in un penitenziario del Texas, la promozione di borse di studio per gli studenti stranieri, l’aiuto a zingari, donne con figli, sacerdoti in difficoltà.
Prima del 2000 viene fondato il Cenacolo, associazione pubblica di fedeli, approvata nel 2005, che risponde al vescovo locale e si impegna a portare avanti lo spirito di Telepace, basato su alcuni punti fermi che vanno dall’assistenza ai carcerati e ai poveri agli aspetti più spirituali.
Attualmente, con una quarantina di dipendenti, Telepace è presente con le sedi di Verona (Cerna) e Roma.
Per ricordare il 40° anniversario, sabato 25 novembre nel Santuario Maria Stella dell’Evangelizzazione di Cerna (Vr) il vescovo Zenti presiederà la S. Messa alle ore 10.30


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