“Maiorem hac dilectionem”

L’offerta della vita è “una quarta via” per introdurre le cause di beatificazione e di santificazione, oltre alla via del martirio, alla via delle virtù eroiche e alle beatificazioni. Lo riporta in un articolo “L’Osservatore Romano”, il tutto a corredo della novità introdotta oggi dal Papa con il Motu Proprio “Maiorem hac dilectionem”.

Vaticano

L’offerta della vita è “una quarta via” per introdurre le cause di beatificazione e di santificazione, oltre alla via del martirio, alla via delle virtù eroiche e alle beatificazioni. Lo riporta in un articolo “L’Osservatore Romano”, il tutto a corredo della novità introdotta oggi dal Papa con il Motu Proprio “Maiorem hac dilectionem”. “Pur avendo alcuni elementi che la fanno assomigliare sia alla via del martirio che a quella delle virtù eroiche, è una via nuova che intende valorizzare una eroica testimonianza cristiana, finora senza una procedura specifica”, nel testo si precisa che la via dell’offerta della vita “assomiglia parzialmente a quella del martirio perché c’è l’eroico dono di sé, fino alla morte inclusa, ma se ne differenzia perché non c’è un persecutore che vorrebbe imporre la scelta contro Cristo”. Nello stesso tempo, la via dell’offerta della vita “assomiglia a quella delle virtù eroiche perché c’è un atto eroico di carità (dono di sé), ispirato dall’esempio di Cristo, ma se ne differenzia perché non è l’espressione di un prolungato esercizio delle virtù e, in particolare, di una carità eroica. Si richiede, comunque, un esercizio ordinario di vita cristiana, che renda possibile e comprensibile la decisione libera e volontaria di donare la propria vita in un atto supremo di amore cristiano, che superi il naturale istinto di conservazione, imitando Cristo, che si è offerto al Padre per il mondo, sulla croce”. Anche l’offerta della vita, quindi, “non può prescindere dalla perfezione della carità, che in questo caso, però, non è il risultato di una prolungata, pronta e gioiosa ripetizione di atti virtuosi, ma è un unico atto eroico che per la sua radicalità, irrevocabilità e persistenza usque ad mortem esprime pienamente l’opzione cristiana”. Per quanto riguarda il fattore tempo, il Motu Proprio parla di “morte a breve termine”, il che “non vuol dire immediata ma neppure così lontana da trasformare l’atto eroico in virtù eroica”, altrimenti muterebbe la fattispecie, si legge sul quotidiano vaticano.


1
2
Next
Come ti senti dopo aver letto questo articolo?

Grazie per aver espresso il tuo pensiero!

Continua
0 commenti Mostra commenti Nascondi commenti

Aggiungi un commento

Altro in Chiesa

IMG_2832

Altro in Primo Piano