UNA NUOVA CHIESA PER I TERREMOTATI

Grande gioia a Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) per la nuova chiesa prefabbricata donata da Telepace e dai suoi ascoltatori. E’ il segno della ripresa di una comunità così duramente colpita dal terremoto del 2016, che ha causato in questa piccola frazione marchigiana quarantotto morti. Ieri il vescovo di Ascoli Piceno, Monsignor Giovanni D’Ercole, ha presieduto la messa, concelebrata dal Direttore di Telepace Mons. Guido Todeschini e dal parroco di Arquata don Nazzareno Gaspari, alla presenza della comunità di Peschiera del Tronto e del gruppo di oltre quaranta pellegrini, amici di Telepace, giunti in pellegrinaggio da Verona. Presenti anche numerose…

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Grande gioia a Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) per la nuova chiesa prefabbricata donata da Telepace e dai suoi ascoltatori. E’ il segno della ripresa di una comunità così duramente colpita dal terremoto del 2016, che ha causato in questa piccola frazione marchigiana quarantotto morti.
Ieri il vescovo di Ascoli Piceno, Monsignor Giovanni D’Ercole, ha presieduto la messa, concelebrata dal Direttore di Telepace Mons. Guido Todeschini e dal parroco di Arquata don Nazzareno Gaspari, alla presenza della comunità di Peschiera del Tronto e del gruppo di oltre quaranta pellegrini, amici di Telepace, giunti in pellegrinaggio da Verona. Presenti anche numerose autorità e sindaci dei paesi distrutti dal terremoto.
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La nuova chiesa mantiene il nome di quella distrutta, intitolata alla Santa Croce, di cui conserva la campana e il crocifisso originali, salvati dalle macerie del paese completamente raso al suolo dal sisma. Il vescovo ha benedetto l’altare e l’edificio sacro dove, sabato 29 luglio, è stato celebrato il matrimonio di due giovani, Daniel e Vania. All’inizio dell’omelia, ha voluto abbracciare don Guido, quindi ha ricordato la sua collaborazione con Telepace e il grande sostegno che l’emittente ha dato donando la chiesa a Pescara del Tronto.
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‘In questa terra segnata dalla sofferenza del terremoto – ha detto – c’è una chiesa non provvisoria, ma definitiva, che resterà’, rimarrà a lungo, per i prossimi anni. Una chiesa nata con le offerte di gente semplice, che si è privata di qualcosa pensando agli altri. Al parroco dunque arriva una chiesa già fatta; ‘adesso – ha proseguito mons. D’Ercole – serve una chiesa viva, fatta dai fratelli’, luogo di rinascita di amicizia e di fraternità. Alla celebrazione era presente anche una comunità di suore dell’Istituto delle Figlie dell’Immacolata di Lourdes, francescane, provenienti da Roma, che da alcune settimane sono presenti tra i terremotati, con una loro comunità. Nel corso della messa si è pregato anche per le vittime del sisma.
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Il costo finale della chiesa è stato di 320.000 euro. Dopo le roulotte donate ai terremotati dell’Irpinia e, più recentemente, il monastero delle clarisse costruito a Paganica in Abruzzo e la chiesa di Novi di Modena in Emilia Romagna, questa è un’ulteriore opera realizzata per i terremotati con le offerte di Telepace e della famiglia dei suoi telespettatori.


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